di pace e di felicità tra i cetrioli…

Invito alla lettura dell’intervista a Pia Pera di Francesca Caminoli per la rivista Una Città.

‘…il contatto con la terra, con l’aria, il trafficare tra le piante coltiva la pace interiore. Forse sarà perché io scrivo, ma quando uno svolge un’attività intellettuale a tavolino, poi lavorando nel giardino o nell’orto c’è una forma di digestione, di elaborazione. Vedo che tutte le persone che lavorano tranquillamente nell’orto, ovviamente non il bracciante, non il salariato sfruttato che lo fa per necessità, diciamo le persone che hanno fatto la scelta dell’orto, provano proprio piacere. L’orto è il miglior antidepressivo che ci sia perché fai, sei coinvolto sensorialmente, stai fuori. Lo star fuori, l’essere lì e fare è rasserenante. Siamo animali da aria aperta, alla fine.’

 

 

 

il contatto con la terra, con l’aria, il trafficare tra le piante coltiva la pace interiore. Forse sarà perché io scrivo, ma quando uno svolge un’attività intellettuale a tavolino, poi lavorando nel giardino o nell’orto c’è una forma di digestione, di elaborazione. Vedo che tutte le persone che lavorano tranquillamente nell’orto, ovviamente non il bracciante, non il salariato sfruttato che lo fa per necessità, diciamo le persone che hanno fatto la scelta dell’orto, provano proprio piacere. L’orto è il miglior antidepressivo che ci sia perché fai, sei coinvolto sensorialmente, stai fuori. Lo star fuori, l’essere lì e fare è rasserenante. Siamo animali da aria aperta, alla fine.
il contatto con la terra, con l’aria, il trafficare tra le piante coltiva la pace interiore. Forse sarà perché io scrivo, ma quando uno svolge un’attività intellettuale a tavolino, poi lavorando nel giardino o nell’orto c’è una forma di digestione, di elaborazione. Vedo che tutte le persone che lavorano tranquillamente nell’orto, ovviamente non il bracciante, non il salariato sfruttato che lo fa per necessità, diciamo le persone che hanno fatto la scelta dell’orto, provano proprio piacere. L’orto è il miglior antidepressivo che ci sia perché fai, sei coinvolto sensorialmente, stai fuori. Lo star fuori, l’essere lì e fare è rasserenante. Siamo animali da aria aperta, alla fine.

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